Claudia

Mercoledì, 18 Gennaio 2017 14:24

Animali in condominio, ecco come comportarsi

Negli ultimi anni sono aumentati il numero di animali domestici all'interno dei condomini dettati dalla maggiore sensibilità da parte delle famiglie a problemi come l'abbandono in strada ma soprattutto come elemento di compagnia per bimbi e persone anziane. 

Sono delle bellissime motivazioni, ma quando l'animale in questione diventa un fastidio per gli altri condomini cosa bisogna fare?

Il Tribunale di Trieste, con apposita ordinanza, ha disposto il sequestro preventivo dei cani di una condomina indagata per i reati di getto pericoloso di cose e disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, previsti e puniti, rispettivamente, dagli art. 674 e 659 Cp.; i cani in questione erano tre e vivevano tutto il giorno sul balcone in pessime condizioni igieniche. Questa è una delle tante storie che, superati i termini di decenta e senso civico, obbligano i condomini a rivolgersi alle autorità. 

Ma vediamo cosa dice la normativa in questione.

ANIMALI DOMESTICI, PARLA IL CODICE

Secondo l'ultimo comma dell'articolo 1138 del Codice Civile, il legislatore ha disposto che “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”; il regolamento contrattuale, dunque, non ha il potere di vietare la detenzione di animali domestici all'interno di uno stabile condominiale, neanche attraverso una delibera assembleare.

Tra i divieti da rispettare nel condominio, quello sulla detenzione di animali domestici non è più in vigore a prescindere dal regolamento contrattuale grazie ad una riforma del 2013, la quale sostiene che il singolo condomino ha più possibilità di far valere i suoi diritti senza dimenticare, però, di rispettare i doveri e le buone norme di comportamento. Il condominio è una comunità: dovere, rispetto e tolleranza sono principi fondamentali che dovrebbero appartenere al senso civico di ogni abitante.

ANIMALI DOMESTICI IN CONDOMINIO, COME COMPORTARSI

Ed è proprio del rispetto e nei doveri da rispettare che è diritto di ogni singolo condomino che possiede un animale domestico deve rispettare precisi doveri e adottare definite forme di comportamento che non urtino i restanti condomini contenute all'interno dell’ordinanza del Ministero della Salute datata 13 luglio 2016:

obbligo di tenere il cane al guinzaglio e, in alcuni casi specifici, obbligo ad indossare la museruola;

- obbligo da parte del condomino, nonchè padrone dell'animale in questione, a raccogliere i bisogni nel caso in cui questi si trovino negli spazi comuni dello stabile;

- cercare di assicurare il più possibile la tranquillità dei vicini, evitando rumori molesti, soprattutto nelle ore di silenzio;

Dunque si, si può accudire un cane o un gatto all'interno del proprio appartamento, la legge è dalla vostra parte, ma ricordatevi sempre che, dal momento in cui il padrone si ritiene incapace di prendersi cura del proprio animale l'amministratore può agire in giudizio anche se non in possesso di una vera e propria autorizzazione assembleare e ottenere delle clausole affinchè si rispettino le regole all'interno dello stabile.

 

Novità d'inizio anno che ha fatto tirar su un gran sospiro di sollievo ad amministratori e condomini riguarda l'istallazione dei contabilizzatori e termovalvole per tutti gli stabili che hanno il riscaldamento centralizzato.

Il termine, deciso per il 31 dicembre 2016 secondo la direttiva europea n. 27 del 2012 riguardante l’efficienza energetica, aveva comportato grandi malumori nel settore, dovuto alla ridotta tempistica adeguata per uniformare tutti i condomini; di conseguenza, ecco modifica i termini di scadenza aggiornati al 30 giugno 2017, avvenuta grazie al provvedimento del Consiglio dei Ministri all'art. 6, comma 10 del D.L. "Milleproroghe".

In caso di eventuali ritardi nell'applicazione di tale riforma ci saranno serie sanzioni, da 500 a 2.500 euro per ogni unità immobiliare interessata.

Che dire, chi ha tempo non aspetti altro tempo!

Mercoledì, 04 Gennaio 2017 15:24

Come uso lo spazio condominiale?

Spazio condominiale, lo spazio comune per eccellenza e, proprio per questo, spesso oggetto di numerose controversie all'interno di uno stabile. Perchè più lo spazio condominiale è ampio più questo può diventare un vero e proprio posteggio per macchine, moto e passeggini, contrastando una fetta di condomini favorevoli all'utilizzo di tale spazio per coltivare la propria passione del pollice verde. 

Ma come fare?
Spesso il problema è superabile in tempi brevi, ossia basta consultare velocemente il regolamento del condominio in questione; questo, spesso, riporta molti articoli in riferimento allo spazio comune e alla sua specifica destinazione d'uso.

E se proprio il nostro regolamento condominiale non abbia una particolare sezione da dedicare all'argomento?Ecco, allora il Codice Civile, secondo il quale ogni condomino può far uso degli spazi comuni a condizione che non ne venga alterata la destinazione d'uso e non si vieti l'uso del medesimo spazio agli altri condomini dello stabile.

Nel caso di destinazione d'uso si fa riferimento alla conformazione vera e propria dello spazio al momento della costruzione; se vi sono delle aree verdi o se le dimensioni sono tendenzialmente molto ridotte o vi è la presenza di panchine, è molto probabile che l'idea principale fosse quella di creare un punto d'incontro per gli abitanti dello stabile, ed è dunque giusto cercare di migliorare e assecondare le volontà del costruttore. Per quanto riguarda il divieto di pari uso da parte di tutti i condomini, rappresenta il vero limite spaziale dell'area nel caso in cui un condomino posteggiasse all'interno la propria autovettura e gli altri non potessero di conseguenza goderne i benefici.

Venerdì, 25 Novembre 2016 19:10

I nostri servizi

Attività dello studio

Ci occupiamo della gestione di amministrazioni condominiali (complessi di unità abitative, box e posti auto) in conformità alla L. 11/12/2012 n. 220 Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici e L. 14/01/2013 n. 4 Disposizioni in materia di professioni non organizzate.

Tutta la nostra esperienza è a vostra disposizione per curare gli aspetti normativi, legali, tecnici, fiscali, contabili. Disponiamo di tutte le competenze necessarie per interagire con gli Uffici Pubblici e con gli enti fornitori di energia elettrica, gas e rinnovabili. 

Ci avvaliamo della collaborazione di ingegneri, architetti, avvocati e commercialisti per tutti gli aspetti legati al rispetto ed esecuzione delle normative di settore.

PRESTAZIONI FORNITE

  • Redazione dei bilanci preventivo e consuntivo (con le relative ripartizioni);
  • Predisposizione ed invio degli avvisi per il versamento delle quote condominiali;
  • Assemblee annuali ordinarie e straordinarie;
  • Cura dei rapporti con i fornitori ed i dipendenti del condominio;
  • Conservazione dell'archivio dei documenti per i tempi previsti dalla legge;
  • Consultazione di tecnici e legali, richiesta preventivi ordinari, ricerca di fornitori, tenuta di rap-
  • porti con le proprietà contigue;
  • Stipula e/o aggiornamento delle polizze di assicurazione;
  • Rappresentanza legale del condominio;
  • Compimento di quant'altro previsto dalla Legge e dalle vigenti normative;
  • Gestione contabile ed amministrativa degli eventuali lavori straordinari.

 

Domenica, 27 Novembre 2016 15:55

Aprire un b&b in un condominio a Roma? Si può!

Possiedi una casa nel cuore di Roma e vuoi renderla una nuova professione nel campo turistico?

Da adesso si può, senza -quasi- nessuna limitazione!

L'incremento della presenza di b&b soprattutto nei quartieri centrali delle più importanti città d'arte d'Italia rappresenta un fenomeno di notevole rilevanza negli ultimi anni.

Molte persone che possiedono un piccolo appartamento in centro vorrebbero renderlo una forma redditizia di guadagno, l'importante è avere degli accorgimenti, soprattutto legati al fatto che si intende aprire un'attività nella maggior parte dei casi all'interno di uno stabile.

Punto nevralgico è il regolamento di condominio che di base spesso tende a vietare la presenza di tale tipologia d'attività e soprattutto da molti condomini che potrebbero essere impauriti dall'incremento di passaggio di sconosciuti all'interno della propria area condominiale e da possibili rumori molesti a qualunque ora del giorno e della notte.

Garantito ciò, l'apertura di un b&b all'interno di un condominio non è vietata ma potrebbe essere ostacolata dalla presenza di un tassativo divieto presente all'interno del regolamento di condominio che si può ovviare attraverso la domanda di modifica di quest'ultimo.

Domenica, 27 Novembre 2016 15:04

Come diventare amministratore di condominio?

La figura dell’amministratore di condominio ha subìto notevoli cambiamenti in seguito alla riforma del condominio del 2012, vediamo nel dettaglio:

  • Se prima della riforma il ruolo di amministratore di condominio poteva essere ricoperto da una persona fisica, adesso anche una persona giuridica e, di conseguenza, una società può essere nominata amministratrice di uno stabile;
  • Nomina dell’amministratore: il ruolo dell’amministratore di condominio diventa obbligatorio all’interno di stabili con otto condomini. La sua nomina spetta proprio ai condomini che devono deliberare con la maggioranza dei partecipanti alla votazione, ossia devono rappresentare almeno 500 millesimi, la metà delle unità abitative presenti all’interno del condominio stesso;
  • Durata della nomina: solitamente la carica ha valenza di un anno al termine del quale l’amministratore potrà essere riconfermato oppure si potrà avviare la procedura per la nomina di un nuovo amministratore;

 

Chi può diventare amministratore di condominio?

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Riguardo il ruolo dell’amministratore di condominio, la riforma del 2012 ha stilato una lista di requisiti specifici da rispettare per ricoprire il ruolo di amministratore di condominio:

  • Chi gode di dirittti civili;
  • Coloro che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e altri delitti non colposi per i quali la legge italiana ascrive una reclusione dai due ai cinque anni;
  • Coloro che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, a meno che non abbiano avviato un processo di riabilitazione;
  • Coloro che non siano stati interedetti o inabilitati;
  • Coloro che non sono iscritti all’interno dell’elenco dei protesti cambiari;
  • Chi possiede un titolo di diploma di scuola superiore secondaria e chi ha frequentato uno specifico corso di formazione o che comunque svolgono con saltuarietà corsi di aggiornamento e formazione periodica (questo punto decade se la figura dell’amministratore scelto è un condomino dello stabile in questione ed è una persona che ha già ricoperto il ruolo per almeno un anno nel corso dei tre anni precedenti alla riforma);

       Rimane fondamentale il continuo aggiornamento da parte della classe degli amministratori finalizzati a rendere l’operato altamente professionale.  Ad oggi sono presenti sul territorio associazioni come l’ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) e l’ANAMNI (Associazione nazional-europea degli amministratori di immobili) che permettono di acquisire competenza professionale di valore nel settore.