Come uso lo spazio condominiale?
Come uso lo spazio condominiale?

Spazio condominiale, lo spazio comune per eccellenza e, proprio per questo, spesso oggetto di numerose controversie all'interno di uno stabile. Perchè più lo spazio condominiale è ampio più questo può diventare un vero e proprio posteggio per macchine, moto e passeggini, contrastando una fetta di condomini favorevoli all'utilizzo di tale spazio per coltivare la propria passione del pollice verde. 

Ma come fare?
Spesso il problema è superabile in tempi brevi, ossia basta consultare velocemente il regolamento del condominio in questione; questo, spesso, riporta molti articoli in riferimento allo spazio comune e alla sua specifica destinazione d'uso.

E se proprio il nostro regolamento condominiale non abbia una particolare sezione da dedicare all'argomento?Ecco, allora il Codice Civile, secondo il quale ogni condomino può far uso degli spazi comuni a condizione che non ne venga alterata la destinazione d'uso e non si vieti l'uso del medesimo spazio agli altri condomini dello stabile.

Nel caso di destinazione d'uso si fa riferimento alla conformazione vera e propria dello spazio al momento della costruzione; se vi sono delle aree verdi o se le dimensioni sono tendenzialmente molto ridotte o vi è la presenza di panchine, è molto probabile che l'idea principale fosse quella di creare un punto d'incontro per gli abitanti dello stabile, ed è dunque giusto cercare di migliorare e assecondare le volontà del costruttore. Per quanto riguarda il divieto di pari uso da parte di tutti i condomini, rappresenta il vero limite spaziale dell'area nel caso in cui un condomino posteggiasse all'interno la propria autovettura e gli altri non potessero di conseguenza goderne i benefici.

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Giardino condominiale, come utilizzarlo al meglio
Giardino condominiale, come utilizzarlo al meglio

Come migliorare lo spazio comune all'interno del condominio

Bellissimi spazi di bene comune spesso abbandonati a se stessi, come possiamo rendere più bello il nostro condominio?

Molti condomini dispongono di uno spazio di dimensioni più o meno ampie, il più delle volte configurato come proprietà comune dello stabile e ornamento vero e proprio del condominio, grazie ad una cura pedissequa facente già 'parte della gestione condominiale.

Ma quando questi spazi sono spazi in cui regna l'incuria, cosa si può fare?

Essendo, secondo Legge, un bene accessorio funzionale al godimento dei beni di proprietà privata, l'articolo 1102 del Codice Civile conferma la possibilità di usufruire di tali spazi nel modo in cui si preferisce, pur non incappando in liti tra condomini.


 

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La moda degli ultimi anni, soprattutto nelle grandi città italiane, sono gli orti condominali, luoghi in cui riavvicinarsi alla natura pur vivendo in un contesto molto più frenetico.

Sul territorio italiano stanno nascendo molte cooperative a responsabilità limitata con l'obiettivo di valorizzare questi spazi enfatizzando il concetto di km 0 e di sicurezza dettata dalla produzione propria.

Per realizzare un orto condominiale bisogna dapprima consultare il regolamento condominiale e constatare se al suo interno lo spazio verde viene considerato come elemento d'abbellimento, in quanto la realizzazione dell'orto obbligherebbe ad un cambiamento di destinazione d'uso, previa consultazione assembleare.

Una volta ottenuto il consenso da i 4/5 dei condomini si potrà dar vita a questa iniziativa che potrebbe diventare un momento di coinvolgimento e partecipazione sociale di gran rilievo.

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Come diventare amministratore di condominio?
Come diventare amministratore di condominio?

La figura dell’amministratore di condominio ha subìto notevoli cambiamenti in seguito alla riforma del condominio del 2012, vediamo nel dettaglio:

  • Se prima della riforma il ruolo di amministratore di condominio poteva essere ricoperto da una persona fisica, adesso anche una persona giuridica e, di conseguenza, una società può essere nominata amministratrice di uno stabile;
  • Nomina dell’amministratore: il ruolo dell’amministratore di condominio diventa obbligatorio all’interno di stabili con otto condomini. La sua nomina spetta proprio ai condomini che devono deliberare con la maggioranza dei partecipanti alla votazione, ossia devono rappresentare almeno 500 millesimi, la metà delle unità abitative presenti all’interno del condominio stesso;
  • Durata della nomina: solitamente la carica ha valenza di un anno al termine del quale l’amministratore potrà essere riconfermato oppure si potrà avviare la procedura per la nomina di un nuovo amministratore;

 

Chi può diventare amministratore di condominio?

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Riguardo il ruolo dell’amministratore di condominio, la riforma del 2012 ha stilato una lista di requisiti specifici da rispettare per ricoprire il ruolo di amministratore di condominio:

  • Chi gode di dirittti civili;
  • Coloro che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e altri delitti non colposi per i quali la legge italiana ascrive una reclusione dai due ai cinque anni;
  • Coloro che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, a meno che non abbiano avviato un processo di riabilitazione;
  • Coloro che non siano stati interedetti o inabilitati;
  • Coloro che non sono iscritti all’interno dell’elenco dei protesti cambiari;
  • Chi possiede un titolo di diploma di scuola superiore secondaria e chi ha frequentato uno specifico corso di formazione o che comunque svolgono con saltuarietà corsi di aggiornamento e formazione periodica (questo punto decade se la figura dell’amministratore scelto è un condomino dello stabile in questione ed è una persona che ha già ricoperto il ruolo per almeno un anno nel corso dei tre anni precedenti alla riforma);

       Rimane fondamentale il continuo aggiornamento da parte della classe degli amministratori finalizzati a rendere l’operato altamente professionale.  Ad oggi sono presenti sul territorio associazioni come l’ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) e l’ANAMNI (Associazione nazional-europea degli amministratori di immobili) che permettono di acquisire competenza professionale di valore nel settore.

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